QUALE FU L'INTENZIONE DI FRANCESCO
1616 66. Frate Rizzerio, originario della Marca d'Ancona,
nobile di famiglia ma più nobile per santità,
amato con grande affetto da Francesco, si recò un giorno
a visitare il Santo nel palazzo vescovile di Assisi.
La conversazione ebbe per argomento la situazione dell'Ordine
e l'osservanza della Regola. A un certo punto, Rizzerio fece
questa domanda: «Dimmi, Padre, quale ideale avesti nei
primordi, al momento che cominciasti ad avere dei fratelli,
e a quale ideale ti ispiri oggi e pensi di restar fedele fino
al giorno della morte? Così potrò essere sicuro
della tua prima e ultima intenzione e volontà: noi
frati chierici, che abbiamo tanti libri, li possiamo conservare,
riconoscendo che appartengono alla comunità?».
Disse a lui Francesco: «Fratello, questa fu ed è
la mia prima e ultima volontà e intenzione, se i frati
mi avessero ascoltato: che nessuno debba avere se non la tonaca
concessaci dalla Regola, con il cingolo e le brache».